Introduzione
Siena, come buona parte delle antiche città italiane, può a buon diritto fregiarsi del titolo (per quanto abusato) di "luogo a misura d'uomo". E non solo per le sue dimensioni, che consentono di goderla appieno camminando tranquillamente, ma anche per la qualità e quantità dei servizi offerti alla comunità. Buoni sono gli standard dei collegamenti urbani e delle aree di posteggio, disponibili in buon numero. Si tratta di un parametro spesso trascurato ma fondamentale, specie in città dove la circolazione di auto private è oggettivamente difficile, sia per gli spazi che per la complessità stradale. Qui si può lasciare tranquillamente l'auto alle porte della città e passare le vacanze in centro. Con la certezza di ritrovarla, poi. Anche i servizi bancari, di cambio e di assistenza generica al turista sono di qualità assoluta. E sarebbe difficile da giustificare il contrario, in una città dove le banche sono nate, come
Monte dei Paschi di Siena.
L'accoglienza vera e propria è da riferimento, sia nelle proposte per gli alberghi che per i ristoranti, senza che lo spirito originario della città ne sia stato alterato, come è spesso successo altrove. Si innesca così un circolo virtuoso, in cui l'ospite, sentendosi ben accolto, ma non in modo da far sospettare
captatio benevolentiae, tende a rispettare la città in cui è. Diversamente da così, la massa di persone che qui si riversa decreterebbe in breve la fine dell'incanto. Chi viene qui, fondamentalmente lo fa per due motivi, l'arte e il palio. Per la prima c'è di che fare indigestione, a cominciare dal
Duomo per finire alla
Pinacoteca nazionale, per visitare con attenzione la quale, un giorno non è certo sufficiente. E poi, l'arte diffusa. Nel senso che basta guardare, entrare nelle chiese, per vedere le opere come e dove sono state pensate. Una continua gioia per gli occhi e appagamento per lo spirito.
Il palio è un'altra cosa. Il 2 luglio ed il 16 agosto, ma più la seconda che la prima, è come guardare in una macchina del tempo, gli umori e gli amori in Campo, le alleanze e i tradimenti e quei tradimenti che, visti da un'altra angolazione, non sono che alleanze. Le contrade sono ora 17, hanno i loro giochi sotterranei che nutrono segretamente per un anno, e a volte per più, visto che sono solo 10 quelle che corrono e che sono per i senesi quasi più importanti della corsa in se. Già, perche il
Palio non è una corsa di cavalli di inenarrabile durezza, per cavallo e cavaliere. O, meglio, lo è, ma non solo. È una corsa che comincia nel momento stesso in cui finisce, per terminare l'anno dopo. E ricominciare subito, come per gli scommettitori che hanno sempre il cavallo sicuro, destinato a farli perdere.
Perche, ovvio, il fatto che tutti tramino annulla le trame. Ma ciò non ferma affatto le trattative e le discussioni. Non è stato raro il caso in cui un fantino si sia venduto alla parte avversa. Scoperto, o sospettatolo, che in questa gara luciferina è lo stesso, ha dovuto lasciare la città di corsa in incognito. E d'altra parte, il millennio scorso era giovane, quando è partito il Palio, correva infatti il 1147, e gli umori sono sempre quelli. Non si può dire di conoscere Siena se non si è visto il Palio. Ne si può dire di conoscere i senesi. Non si può. Proprio.